Yuri Gagarin, un vincitore salito sul podio





Le storie più avvincenti da raccontare sono quelle dei grandi traguardi raggiunti, dei record, delle sfide vinte per via del proprio talento e della propria passione.
Del resto, un appassionato di motociclismo come me, ha sempre amato le competizioni che sono entrate nella storia e, soprattutto, chi le ha portate avanti con successo. Tra i Dvd delle vecchie imprese di  Giacomo “Ago” Agostini e le  dirette televisive che ancora oggi mi portano a starmene attaccato alla tv per seguire le vicissitudini di Valentino Rossi, ho sempre mantenuto quel fascino per l’eroe dello sport o di grandi imprese nate dal carattere prima di tutto, poi dal talento e dalla dedizione.

Non di rado infatti mi concedo qualche ora nel vedere documentari biografici su famosi programmi televisivi dedicati alle stelle del mondo dello sport e dei record, oppure seguo le discipline vicine al mondo delle corse, quali Formula 1, rally, motocross, per scovare le leggende nascenti e quelle invece moriture.
Chissà quale grande leggenda sia diventata allora oggi la persona di Yuri Gagarin, fortunato protagonista del logo Google che ne celebra il 50° anniversario del viaggio da lui compiuto nell’orbita dello spazio intorno alla Terra. Era, più esattamente, il mattino del 12 aprile 1961, la navicella Vostok 1 decollava dal cosmodromo di Baikonur, una piccola capsula ospitava il giovane astronauta russo, che all’epoca aveva soltanto 27 anni e a quell’età fu il primo uomo ad essere mai andato nello spazio.
Due anni di studi presso l’Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg, quattro di voli presso scuole e aeroclub, addestramenti e studi altamente specializzati portarono Yuri Gagarin a mettersi in moto, destinazione infinito (e oltre), e diventa leggenda. Ho visto alcuni suoi video online ed ho scoperto un nuovo modo di essere grandi piloti, oltre a quello di competere con le moto o con le automobili: fare l’astronauta! E a vederlo portato in trionfo, di fronte ad una folla con migliaia di persone, braccia al cielo e casco in mano, mi ricorda davvero i campioni delle gare di corsa con i motori, sembra, come dire, un vincitore salito sul podio.