Di.Di. World Bridgestone Cup 2014 al Mugello

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E’ stata un successo la prima edizione della Di.Di. Bridgestone World Cup, gara internazionale riservata a piloti disabili. Inguainati nella loro tuta di pelle, nessuno di loro mostrava apparentemente segni di “distinzione” rispetto ai piloti “normodotati”. Nessuno, tranne Alan Kempster: l’australiano che guida “nature”, come lui stesso ama dire. E’ privo della gamba e del braccio destri e corre così, senza l’ausilio di protesi, tenendosi in equilibrio sulla sella della moto come se nulla fosse.

Quasi una ventina i piloti al via e un importante parterre di testimonial: da Alex De Angelis, in forze al team NGM Forward in MotoGP al team manager del motomondiale Lucio Cecchinello, che è stato nominato presidente onorario della Onlus. Presenti anche il pilota del mondiale Superstock 1000 Fabio Masse e Massimo Roccoli, star della Supersport, che hanno fatto da apripista alla gara precedendo i Di.Di nel giro di allineamento. Grande successo ha avuto l’iniziativa della Ducati Panigale biposto: guidata da Dario Marchetti, responsabile degli istruttori della Ducati Riding Academy, ha regalato emozioni a non finire agli appassionati passeggeri, tutti vestiti da Vircos. Passeggera d’eccezione la cantante atleta non vedente Annalisa Minetti, che dopo aver gustato le curve del Mugello come passeggera della potente bicilindrica ha consegnato i trofei ai protagonisti della gara. Nella serata di sabato Annalisa si è anche esibita in un concerto nel paddock, dando un gustoso assaggio delle serate che sta facendo in questo periodo con il suo tour “Io rinasco”. Tra gli eventi, anche la presenza della Di.Di Bike, una Honda NC 700 allestita da Handytech con un sistema di rotelline laterali, dando la possibilità di risalire in sella a chi ha perso l’uso delle gambe. E per la prima volta, sulla Di.Di Bike oggi è salito un ragazzo paraplegico. Due i podi al termine della singolare competizione: uno per la classe 600 e uno per la cilindrata maggiore, la 1000 cc. Sul gradino più alto fra le 600 è salito il toscano

Emiliano Malagoli, fondatore della Onlus Diversamente Disabili: portatore di protesi alla gamba destra, ha relegato alle sue spalle Cristian Carnevale, audioleso, e Fabio Segato, che ha forti limitazioni alla mobilità di entrambe le gambe a seguito di un incidente. Quarta posizione per Alan Kempster: il fenomeno australiano ha prevalso sull’unica rappresentante del gentil sesso, Samantha Palmucci, condizionata da una parziale lesione del plesso brachiale. Alle loro spalle Andrea Capurro, che ha un’atrofia ad entrambe le gambe, e Giovanni Aranciofebo, che ha corso con una protesi al braccio destro. Ritirati Claudio Gesi e Matteo Arlati. Nella classe regina, successo per Umberto Lisanti: il piemontese, privo del braccio sinistro, si è piazzato davanti a Mattia Buriani e Fabio Tagliabue, entrambi monocoli. Quarto il “dentista volante” Enrico Mariani, portatore di protesi alla gamba destra, davanti a Bruno Serena. Ritirato Daniele Barbero, mentre Fabrizio Felicioni non è partito dopo una scivolata in prova. Un evento eccezionale, dunque, che si è disputato sul tracciato del Mugello, e che è stato possibile grazie ad uno sforzo congiunto: a dare il loro prezioso contributo sono stati anche Ideal Gomme e Bridgestone Italia, che hanno messo a disposizione la hospitality, Stepa, che ha offerto un aperitivo il sabato, Ortopedia Michelotti, per la “messa a punto” delle protesi, Osteopatia Spalvieri, che ha fatto massaggi gratuiti a tutti i piloti Di.Di, SBK Mugello, che ha adattato la moto di Alan Kempster e ha fornito l’assistenza in gara, e Squad, che ha realizzato le magliette dell’evento, Proracing, che ospitato la DiDi Bridgestone World Cup nella giornata agonistica al Mugello. “Grazie anche alla Federazione Motociclistica Italiana”, ha detto Emiliano Malagoli, presidente della Onlus Di.Di. “Da Simone Folgori, responsabile della velocità, al medico sportivo Monica Lazzerotti, da Federica Tiburzi della FMI a Stephen Frew, manager di Alan Kempster, che ha collaborato per le formalità burocratiche, fino alla Reevu che ha fatto arrivare i caschi ad Alan. Tutti ci hanno aiutato a realizzare questo sogno: i dipendenti di Diesel sono arrivati anche a donare una parte del loro stipendio per questa manifestazione”.

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