Valentino Rossi, continua il processo ai commercialisti

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E’ presenta anche il tributarista Victor Uckmar all’udienza civile che vede contrapposti Valentino Rossi ai suoi ex commercialisti Mainardi e Tasini. Questi presentarono una parcella da 1 milione e 800.000 euro per averlo guidato nella trattativa col Fisco che portò il campione di Tavullia a pagare circa 35 milioni di euro. All’udienza di ieri, davanti al giudice Francesco Nitri, sono stati ascoltati l’assicuratore, l’impiegata dello studio e il tributarista Victor Uckmar che ha spiegato di esser stato contattato per occuparsi del caso e di aver svolto un lavoro di approfondimento. Poi si è arrivati all’adesione perché Valentino – a dire del tributarista – non poteva permettersi quattro anni di lotte e battaglie contro il Fisco.

Il tributarista, all’uscita dall’aula, ha detto di aver dato spiegazioni anche per la sua parcella di oltre 400.000 euro e di aver fornito tutte le indicazioni necessarie. Lui chiese a Rossi se era disposto ad aspettare tre o quattro anni. Valentino rispose negativamente, quindi, il contenzioso è stato chiuso con l’adesione. Poi cosa sia successo tra i commercialisti pesaresi e Valentino sarà il tribunale a stabilirlo.

La causa civile è stata aggiornata al 20 settembre prossimo, quando il giudice ha fissato la convocazione di Valentino Rossi per farsi raccontare ciò che aveva pattuito con i suoi ex commercialisti e per quale motivo in seguito questo accordo è stato interrotto. La sostanza sta nel costo complessivo delle parcelle: 1 milione e 800.000 quella chiesta da Tasini, 1 milione quella già pagata ai consulenti D’Ayala Valva e Uckmar. Secondo Valentino Rossi i soldi pagati sono troppi.