Moto d’epoca: Moto Guzzi V7 Special



Pare che l’evoluzione del 1969 che vide nascere la Moto Guzzi V7 Special come evoluzione della V7 fosse stata richiesta dagli importatori statunitensi dove la moto fu commercializzata con il nome di “Ambassador”. Uniche modifiche apportate al corrispondente modello Europeo le verniciature e, ovviamente, lo spostamento della leva del cambio a sinistra. Quello che forse molti non sanno è che l’Ambassador riuscì a spezzare il monopolio Harley non solo fra la normale utenza motociclistica ma anche nelle file delle forze di polizia americane, notoriamente molto esigenti.
La V7 Special rimane, nella generazione dei sessantottini, il sinonimo di Moto Guzzi, il modello più classico della serie V7. Il motore è il classico bicilindrico trasversale raffreddato ad aria a V di 90 gradi con il carter, i cilindri e le teste in lega leggera come pure i pistoni. La cilindrata era 757 cc, con una potenza di 60 CV a 6500 giri (45 CV alla ruota); il cambio era lo stesso quattro marce dalla V7 700 cc, migliorato negli innesti. L’avviamento era elettrico e il telaio tubolare a doppia culla con forcella telescopica con ammortizzatori idraulici incorporati all’anteriore e forcellone oscillante con ammortizzatori regolabili su tre posizioni al posteriore, insieme al peso di ben 245 Kg, la mantenevano ben ancorata alla strada. Capace di sviluppare una velocità di oltre 180 Km/h per fermarsi aveva il freno anteriore a tamburo in lega leggera a doppia camma e il freno posteriore a tamburo centrale. Era una moto comoda, ottima per viaggiare, con un motore che, se mantenuto con scrupolo eseguendo la manutenzione prevista, era instancabile con un tiro a bassi regimi da camioncino piuttosto che da moto. Ed è una moto che, ancora oggi, fa voltare la gente quando, maestosa, passa per strada.